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E se dovro' partire anch'io? la verità sulla grande guerra raccontata ai ragazzi. tutto quello che non si dice. Ingrandisci

E se dovro' partire anch'io? la verità sulla grande guerra raccontata ai ragazzi. tutto quello che non si dice.

Cosa succederebbe se oggi – esattamente come accadde 100 anni fa – ragazzini di appena 14 anni rischiassero di finire al fronte?Per tutti loro la

FORNARI ANTONELLA

GRUPPO DBS – SMAA SRL

9788899369163

Cosa succederebbe se oggi – esattamente come accadde 100 anni fa – ragazzini di appena 14 anni rischiassero di finire al fronte?Per tutti loro la domanda sarebbe “E se dovrò partire anch'io?”, esattamente il titolo che Antonella Fornari ha scelto per il suo nuovo libro. 144 pagine a colori in cui si parla di Grande Guerra raccontando la verità che nessuno racconta.Come vivevano i soldati? Come badavano a sé stessi e di cosa avevano paura? E ancora: cosa succedeva se si ammalavano? Chi avrebbe curato loro l'anima e il corpo?“Per capire cosa fu la Prima Guerra Mondiale – spiega Antonella – bisognerebbe iniziare da queste domande le cui risposte, spesso, sono storie di fame, di freddo, di pane e di pidocchi. Tutte storie sicuramente sorprendenti e spesso terribili. La verità che nessuno dice ma che i ragazzi – e non solo – avrebbero il diritto e il dovere di conoscere”. E proprio a loro è dedicato questo libro, perché – continua Fornari – “se a 14 anni si poteva combattere e perdere la vita, oggi possiamo almeno cercare di capire e scoprire ciò che la Grande Guerra fu e cosa ci ha lasciato”.Nel libro non c'è nulla di inventato, nessuna storia di fantasia, personaggi immaginari o particolari di finzione. La scelta di Fornari è stata di raccontare la pura verità, in un linguaggio comprensibile ai lettori dai 9 anni in su inserendo informazioni ed aneddoti che normalmente non vengono riportate dai libri di storia, ma che si trovano nelle corrispondenze dei soldati, nei diari, in qualche memoriale.Le sorprese sono tante. Per esempio cosa e come mangiavano i soldati; chi erano i temutissimi “trottapiano” sempre in agguato nelle baracche; cos'erano le “case volanti” che arrivavano addirittura in prima linea; perché muli e cani erano considerati più importanti dei soldati stessi e chi erano gli “sconci”; quale fu il cane più decorato della Grande Guerra e chi era la temutissima Signora Anna, vero incubo di tutti i militari.Per ricordare che tutto questo accadde davvero Antonella Fornari affianca ad ogni argomento i racconti di fatti accaduti al fronte: aneddoti di vita o episodi di guerra poco conosciuti, ma che aiutano a comprendere meglio la dimensione umana del conflitto. In questo sono preziose anche le foto. “Non ho voluto utilizzare disegni, volevo che il libro fosse verità anche nelle immagini. Ci sono fotografie di oggi, come quel che resta delle trincee o delle baracche e foto del tempo provenienti da archivi privati”. Tra queste compaiono anche scatti dei protagonisti di alcuni racconti come il Capitano Mazzoli e i suoi cani che erano diventati un vero e proprio tormento per gli Austriaci. Rubavano cibo e tabacco che portavano al loro padrone, ma lui frate prima della guerra per sé non tratteneva nulla: aveva fatto voto di povertà e tutto era per i suoi compagni Alpini.“E' l'umanità che ci fu anche nella guerra – conclude Fornari –uomini che seppero conservare un'anima anche nella brutalità e negli stenti, al punto da dividere il poco cibo con un nemico appena catturato come accadde sul Monte Piana. Un soldato italiano era caduto in mano austriaca: fu poi spedito al campo di Mathausen, ma non a pancia vuota. Tra le nebbie di quella cima, in una baracca sperduta e isolata, Italiani ed Austriaci si erano scambiati quel poco che ognuno di loro aveva”.
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