Ci sono luoghi dove Uomo e Natura sembrano aver conservato un rapporto equilibrato, quasi il frutto di un antico “patto”. Uno di questi posti potrebbe essere il Lagorai, in Trentino. Torrenti e cascatelle si alternano ivi a malghe ed alpeggi, a testimoniare una collaudata sinergia tra le genti del luogo e la circostante Natura. L’Alta Val Malene è un'area remota e selvaggia di grande fascino e particolarità. Tale “charme” è dovuto ad un ambiente naturale rimasto in gran parte incontaminato nel corso dei secoli. Anche il flusso di escursionisti e turisti è provvidenzialmente molto contenuto, a dispetto della bellezza dei luoghi.

Proprio in tale contesto si sviluppa l’anello escursionistico dell’Alta Via del Granito. Si tratta di un percorso racchiuso proprio nel gruppo montuoso del Lagorai denominato Cima D’Asta. Un ambiente dalla grande varietà, unita ad una certa austerità. Queste caratteristiche sono frutto della combinazione dei colori scuri delle rocce, delle grandiose distese di massi, del verde inteso della vegetazione. D’altro canto, Lagorai deriva, e non è un caso, dal termine “aurai” che sta a significare spazio erboso intorno all’acqua.

Molti sono gli antichi sentieri e mulattiere risalenti alla prima guerra mondiale, della quale ancor oggi permangono reminiscenze quali trincee, caverne e postazioni belliche utilizzate per le battaglie tra l’esercito italiano e quello austriaco. Nei laghetti glaciali che si incontrano lungo il cammino, si possono sovente rimirare gli alti pinnacoli dolomitici. Elisabetta Stella, guida e socia della cooperativa Walden, rientra nel novero della vasta schiera degli innamorati di questi luoghi. È qui infatti che conduce ogni estate un viaggio a piedi nel corso del quale, come a lei stessa piace sottolineare, “persone, luoghi, storie, passi, tutto si mescola e si rivela come per incanto lungo il cammino”.  


Raffaele Basile  


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