Per tutto il secolo scorso Piombino ha spesso richiamato nell’immaginario collettivo scenari da girone dantesco: altiforni, colmate, fumi, ciminiere, invasivi simboli di una capitale dell’acciaio. Economia e produttività sono spesso miopi e tale deficit di visus non ha permesso loro di vedere la bellezza di luoghi come questo angolo della Costa Etrusca.

L’invasiva acciaieria piombinese ha smesso da qualche tempo di sbuffare e fiammeggiare ed è in attesa di una riconversione compatibile con natura e ambiente. Come per incanto, ci si sta lentamente accorgendo che la città maremmana ha parecchio della bellezza tipica delle località toscane (può vantare anche delle mura leonardesche), con in più delle atmosfere vagamente celtiche, fatte di falesie affacciate su di un panorama mozzafiato sull’isola d’Elba e l’arcipelago toscano, che nelle giornate più nitide arriva sino alla Corsica. Qualche anno fa proprio nell’area piombinese è stata ripristinata e messa in sicurezza una suggestiva rete di sentieri naturalistici. Tali sentieri ricomprendono quello
storico “dei Cavalleggeri”. Tra macchia mediterranea e gabbiani volteggianti le suggestioni non sono molto dissimili da quelle dell’epoca in cui questi sentieri erano calcati dai calzari di Lucumoni e operai del ferro dell’unica città etrusca costruita a ridosso del mare, Populonia.

Si può respirare
la spiritualità delle popolazioni etrusche che hanno a lungo vissuto in quei luoghi, prima dell’avvento degli antichi romani. Le pietre della loro necropoli, a pochi passi dal mare di Baratti, danno l’idea di un popolo che non ha lasciato grandi opere di celebrazione terrena, ad esclusione di quelle cimiteriali dedicate all’ultraterreno. E ciò non è un caso, considerando il loro tipo di spiritualità che non aveva bisogno della maestosità per trovare la realizzazione del sé mistico più profondo. Nel lento procedere sospesi tra acqua, terra e cielo, camminando su questi sentieri ci si sente pellegrini nel significato “ secolare” al quale fa riferimento la più remota etimologia latina del termine, quel per ager, l’andare per campi con il ritmo naturale della propria camminata.

Populonia e Piombino sono anche la conclusione
di un viaggio a piedi della cooperativa Walden breve ma intenso. Quattro giorni con camminate tranquille, soste in castagneti, pinete, spiagge, borghi medievali, oliveti, miniere, lecceti, siti etruschi e sontuosi spazi di relais. “Acqua di fiume, acqua di terme, acqua di mare, un mare infranto sulla costa morbida e su quella selvaggia; acqua per purificarsi e rinascere” sintetizza efficacemente Francesca Benassai, socia fondatrice di Walden e guida nel periodo primaverile di questo viaggio, che ha anche una replica di fine anno con la guida Marco Baglioni.
Si parte da Sassetta, nell’entroterra di Castagneto Carducci, e si attraversa la bella Val di Cornia fino a Piombino.
Cammino per ritrovarmi, per dismettere aggettivi, attributi, orpelli, per riaprire i sensi” puntualizza Francesca. La Costa etrusca dal punto di vista sensoriale ha tutte le carte in regola per gratificare lei e chiunque voglia attraversarla a ritmo lento e consapevole.

Nel 2017 Walden Viaggi propone due viaggi sulla Costa Etrusca: 
in primavera, link con tutti i dettagli
al Capodanno, link con tutti i dettagli